Tutta la verità su Auschwitz ( questo articolo è sconsigliato alle persone sensibili)

Tutta la verità su Auschwitz ( questo articolo è sconsigliato alle persone sensibili)

2 Novembre 2014 0 Di Cuori Ribelli

Gli elementi base dell’ideologia nazista erano: l’odio per il comunismo, gli Ebrei, la democrazia e l’autoaffermazione della superiorità della nazione tedesca sulle altre. L’obbiettivo era quello di formare una società “razzialmente pura”, i nazisti tedeschi pianificarono lo sterminio degli elementi “non assimilabili”, sopratutto Ebrei, ma anche Slavi, Zingari (Rom) ed altri popoli. Una delle ragioni alla base dell’aggressione tedesca e dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale fu l’obiettivo della Germania nazista di conquistare nuovi terreni dove poter pianificare colonie di popolazione tedesca. Nel Novembre 1937, Adolf Hitler, capo del Terzo Reich e fondatore del partito Nazista (NSDAP), che nel 1933 prese il potere in Germania, delineò così le caratteristiche dei traguardi previsti per la guerra incombente: ” Nel nostro caso, non ci interessa conquistare dei popoli, ma esclusivamente conquistare terreni ad uso agricolo”.

” Gli ebrei sono razza che deve essere sottoposta alla completa distruzione!” Parole forti di Hans Frank, Governatore Generale della Polonia occupata e ancora ” Dobbiamo liberare la Nazione Tedesca da Polacchi, Russi, Ebrei e Zingari!” Otto Thierack era Ministro della Giustizia del III Reich quando pronunciò questa frase… ” Il compito principale è rintracciare tutti i dirigenti Polacchi… per poterli rendere innocui… tutti i professionisti di origine Polacca verranno impiegati fino allo sfinimento nella nostra industria bellica… tutti i Polacchi verranno eliminati dalla faccia della terra!” Heinrich Hommler, Reichsfuhrer delle SS.

Ebrei prigionieri

Il campo di sterminio di Auschwitz è diventato, per il mondo, il simbolo dell’Olocausto, dello sterminio e del terrore, venne creato alla metà del 1940 e si trovava praticamente nel cuore dell’Europa occupata… nei dintorni la città polacca di Oswiecim, che venne sfollata di tutti gli abitanti, rinchiusi in ghetti alcuni ed altri trasportati ai lavori forzati in Germania. Molte abitazioni della città vennero abbattute per fare spazio alle officine e magazzini del campo.

Auschwitz

La causa della creazione del campo fu il considerevole aumento dei Polacchi arrestati dalla Polizia tedesca e la conseguente saturazione delle carceri, all’inizio doveva trattarsi solo di un campo di Concentramento dove i prigionieri erano obbligati a svolgere i lavori forzati, ma poi divenne il principale centro di sterminio di massa degli Ebrei, le SS non formavano solo i quadri dirigenti dei Campi e le loro truppe di guardia, ma prendevano anche parte allo sterminio di massa e alle esecuzioni dei prigionieri.

cartina campi

La localizzazione del Campo, insieme al buon collegamento infrastrutturale fecero si che le autorità tedesche decidessero di ingrandirlo a dismisura e vi deportassero persone da tutto il continente. Vennero così creati, dopo Auschwitz I nel 1940, anche  Auschwitz II ( detto anche Birkenau) nel 1941, dove sorsero i principali strumenti di sterminio di massa come le camere a gas e ancora nel 1944 venne creato Auschwitz III- Monowitz dove fu rinchiuso anche l’Ebreo Primo Levi famoso per aver scritto il libro “Se questo è un uomo…” che racconta il periodo vissuto in prigionia…

filo spinato

Tutti i Campi vennero isolati dal mondo esterno da parte dei Tedeschi, attraverso torri e recinti di filo spinato che li circondavano, ma nonostante l’isolamento e le difficili condizioni di vita e il continuo terrore a cui i prigionieri erano sottoposti, alcuni di loro si impegnarono a difendere la propria dignità a conferma di questo vi furono molti movimenti di resistenza sia all’interno, che all’esterno del campo per informare il mondo dei crimini commessi dai Nazisti… è anche grazie a loro che sono pervenute fino ad oggi molte foto che documentano la terribile vicenda.

Gli uomini all’interno del Campo, dal 1942, iniziarono a venir sterminati a causa della loro origine, indipendentemente dall’età, sesso, professione, cittadinanza o opinioni politiche, dopo essere stati selezionati direttamente dalle guardie naziste e da un medico addetto nella postazione di arrivo con il vagone merci, dopo lunghe ore di viaggio senza bere, ne mangiare, in condizioni disumane… nella selezione gli inabili al lavoro, come donne, bambini,anziani e malati finiva direttamente nelle camere a gas… prima venivano portati in una stanza dove si dovevano denudare e poi con la scusa di una doccia portati nella camera a gas, qui avveniva la morte dolorosa ma veloce per il gas che veniva introdotto, ricavato dallo Zyklon B…

prodotto per gas

                                                                  (Immagine dei barattoli di Zyklon B)

Slomo Venezia, ebreo greco, sopravvissuto allo sterminio racconta nel suo libro “Sonderkommando” che alle persone destinate alla morte, per tranquillizzarle veniva detto dalle guardie di lasciare i loro beni personali, come le scarpe e altro, vicini, per ritrovarli più velocemente dopo la doccia, non sapendo invece che li sarebbe arrivata la loro fine… ancora racconta, che ai cadaveri venivano tagliati i capelli, estratti i denti d’oro, prese le protesi e sottratte le cose di valore lasciate nella stanza prima di morire, niente veniva buttato dai tedeschi, tutto serviva per arricchire il terzo Reich…

protesi

                                        (Immagini di protesi ancora conservate nel Museo di Auschwitz)

Testimonianze raccontano infatti, che alle persone trasportate nei campi veniva raccontato che gli avrebbero dato delle nuove terre dove vivere e che dovevano portare con sé una borsa di piccole dimensioni, era certo che nella speranza i prigionieri ingannati portassero con sé le cose più preziose e lasciassero a casa quelle non necessarie…

scarpe

                                              (Immagine di scarpe dei prigionieri, pervenute fino a noi)

Dalle testimonianze di Shlomo Venezia ” Li costrinsero a entrare nella casetta. Quando furono tutti dentro, chiusero la porta e arrivò un camioncino con il simbolo della Croce Rossa sulle portiere. Ne uscì un tedesco piuttosto alto che si avvicinò a una piccola apertura in alto, su uno dei muri della casa e per raggiungerla prese uno sgabello. Prese la scatola, l’aprì e versò il contenuto… poi ripartì. Dopo qualche minuto, le grida e i pianti, che non si erano mai interrotti, raddoppiarono, dopo dieci o dodici minuti più nessun rumore…” ” Il tedesco incaricato di controllare il processo si divertiva a far soffrire ancora di più queste persone e quando si trovavano dentro spegneva e riaccendeva la luce… la gente capiva che stava per morire…”

Alle persone non destinate alla camera a gas veniva data una divisa con cucito un simbolo che li differenziava  in base alla loro caratteristica, per esempio gli Ebrei avevano una stella gialla, i prigionieri politici un triangolo capovolto rosso, i criminali verde, gli omosessuali rosa, i testimoni di Geova viola e altri… ai primi che entrarono veniva fatta una specie di carta d’identità, quando poi in seguito diventò una tecnica troppo impegnativa iniziarono a tatuarli sulla pelle un numero, le persone perdevano la propria identità diventando un numero…

carte d'identità

(Immagine delle prime carte d’identità fatte ai prigionieri, su queste veniva trascritta anche la data del decesso, in genere si nota che non vivevano più di tre mesi…)

” Avrei preferito morire, ma ogni volta mi tornava in mente una frase di mia mamma: “Finché si respira, c’è vita”, eravamo così vicini alla morte, eppure andavamo avanti…” racconta Shlomo Venezia nel suo libro ” Eravamo diventati degli automi che obbedivano agli ordini e cercavano di non pensare per poter sopravvivere qualche ora in più. Birkenau era un vero inferno, nessuno può capire…”

” Se comunque un giorno, nonostante tutto, tornassi in libertà e raccontassi quello che ho visto, pensate che sarei creduto? … non vi saranno mai parole adatte a raccontare quello che è accaduto… tuttavia mi sforzo di fissare bene le immagini per non dimenticare mai…” questo è quello che racconta il Dottor Miklos Nyiszli, una volta fatto prigioniero divenne l’assistente del Dottor Mengele all’interno del campo, il suo compito era quello di svolgere le autopsie sui cadaveri.

Il Dottor Mengele svolgeva le selezioni all’interno dei campi, studiava i corpi di nani e storpi, faceva esperimenti sui gemelli per creare la cosiddetta ” Razza pura”, il Dottor Nyiszli racconta che i gemelli venivano uccisi contemporaneamente prima di essere poi studiati… e ancora testimonia ” Sui cartelli speciali hanno fatto scrivere in diverse lingue che nei crematori ci sono le docce… sui barattoli dello Zyklon -B la scritta informa che serve per la disinfestazione dai pidocchi e dagli insetti, mentre quelli uccidono le persone in pochi secondi… all’entrata la scritta ” Il lavoro rende liberi” la realtà invece che una volta arrivati i prigionieri sulla banchina dei terminal ferroviari… mentre questi credono di andare in villeggiatura… un’ora più tardi sono già cadaveri insanguinati davanti allo sportello del crematorio…”

entrata campo

“Ad Auschwitz si verificarono svariati tentativi di fuga , qualcuno riuscì a salvarsi e sebbene qualcuno provò a raccontare queste atrocità nessuno volle crederli… i governi… non volevano saperne degli Ebrei… volevano solo vincere la guerra…” Shlomo Venezia.

letti

(Immagine dei letti nei blocchi dove i prigionieri dormivano uno sopra l’altro, a volte in dieci, altre in di più…)

La visita nei campi di Auschwitz I e Birkenau è un crescendo di emozioni, di sentimenti d’incredulità e al tempo stesso orrore per come l’animo e il corpo umano possa venire umiliato e straziato da altri uomini che si credevano la “Razza pura e superiore”, anche se responsabili sono anche coloro che hanno udito ma hanno fatto finta di non sentire, oggi questi campi sono considerati come un cimitero per le vittime e camminando per le strade di ghiaia, visitando i blocchi si percepisce ancora una sensazione come se quelle persone e le loro sofferenze fossero ancora imprigionate lì…

E’ un esperienza che ti segna e non si può dimenticare, il professore Wladyslaw Bartoszewski, ex-prigioniero disse: ” Milioni di persone nel mondo sanno che cos’era Auschwitz, ma ancora la questione fondamentale rimane rendere la gente consapevole delle memorie del fatto che solo dalle loro decisioni dipende la scelta se questa tragedia si verificherà di nuovo, solo degli uomini potevano provocarla e solo gli uomini possono renderla evitabile”.