TOMMY – La mia arte sul grande schermo in Nuova Zelanda e in Australia ( PRIMA PARTE)

TOMMY – La mia arte sul grande schermo in Nuova Zelanda e in Australia ( PRIMA PARTE)

28 Marzo 2017 0 Di Cuori Ribelli

Tommy nasce nel 1981 a Fano, studia al Liceo Artistico della sua città dove si specializza in Disegno Architettonico e Design. Sin da subito mostra la sua propensione a viaggiare e anche la sua straordinaria capacità manuale e inventiva di creare abiti scenici di una bellezza unica. Inizierà con la produzione di costumi per appassionati di genere Fantasy e Sci Fi fino ad affiancare registi underground e curando i costumi, le scenografie e gli effetti speciali per i loro film.

Nel 2011-2013 parteciperà ad eventi cinematografici importanti come il film “Lo Hobbit” del regista Peter Jackson, trasferendosi in Nuova Zelanda per la sua realizzazione e poi nel film “Wolverine l’immortale” di James Mangold che verrà prodotto in Australia.

CR: Benvenuto Tommy…d’ora in avanti ti chiameremo con il tuo nome d’arte BIG T…. intanto volevamo dirti che per noi è un piacere intervistarti e vogliamo ringraziarti per aver accettato di rispondere alle nostre domande, condividendo le tue esperienze di vita in Nuova Zelanda e in Australia con i nostri lettori…

Quindi se vediamo il film “Lo Hobbit” ( Il famoso film che conclude la trilogia del Signore Degli Anelli) , possiamo dire che alcuni degli abiti sono anche merito tuo?

T: Più di alcuni! Devo aver prodotto e pitturato almeno 1250 pezzi di armatura tra elfi e orchi per l’ultimo capitolo dello Hobbit! In Australia invece ho costruito scenografie grandiose in stile giapponese nel cuore dei Fox Studios di Sydney, entrambe le volte con dei team formidabili.

CR: Quando hai capito che avevi questo dono straordinario?

T: Credo, dopo aver costruito per gioco una panchina per il giardino di casa assieme a mio padre: 10-12 anni forse. Ho capito che le mie mani potevano tradurre i miei pensieri.

CR: Fantastico! Spiegaci come crei i tuoi lavori e come nascono queste straordinarie idee creative…

T: Che sia un costume di scena, un oggetto o una scenografia intera, si parte sempre da un bivio. Intanto dipende se l’idea è mia o di un committente… se è mia posso dare libero sfogo al mio estro concedendomi tutte le licenze che voglio… se è di un committente, invece, inizia tutto con il cercare di tradurre un pensiero altrui attraverso una serie di schizzi.

 

Il brainstorming iniziale è fondamentale, perché non si tratta solo di capire la forma che si vuole ottenere, ma ascoltando ed osservando bene la persona, si possono già intravedere i colori che definiranno quella forma. Deciso l’insieme generale si passa ad un aspetto più grafico. In un abito, come in una grande scenografia, i volumi armonici dettano le regole. Bilanciamento o sbilanciamento, orizzontalità o verticalità, luce ed ombra. Il tutto va ben studiato perché le forme evocano sentimenti distinti e questi sono ciò che davvero si ricerca dal pubblico, qualunque esso sia. Infine l’estetica poggia sempre su di uno scheletro funzionale. Rinforzi in plastica e cuoio, doppie cuciture, rivetti e colla caldo sorreggono le stoffe. Legno, metallo, resine, siliconi e tutto ciò che vi viene in mente, costituiscono l’ossatura delle ambientazioni che fanno innamorare di più.

CR: Raccontaci della tua esperienza in Nuova Zelanda, le tue paure, le aspettative prima di trasferirti in un posto così lontano dall’Italia, anche se dobbiamo sottolineare che partivi già con un obbiettivo ben saldo ed un dono… il fantastico dono della creatività che ti ha portato in queste terre lontane…

T: Sono partito con un visto turistico di 3 mesi… e ho finito per cambiare visto e stare fuori casa per 2 anni! Le mie paure non riguardavano la distanza e l’avventura, piuttosto il rischio di sentirmi solo. A tal proposito, ringrazio chi mi ha consigliato di provare a vivere in un ostello per un periodo. Era una grande struttura e con possibilità di stanze singole e doppie per le lunghe permanenze. Ho vissuto nella stessa stanza “201” per ben 11 mesi! E’ stata una meravigliosa esperienza che non credo avrei mai fatto altrimenti. La condivisione degli spazi essenziali (bagno, lavanderia, cucina, sale svago) tra persone che si trovano tutte lontane da casa, aiuta senza dubbio a combattere la malinconia.

L’altra mia più grande paura? Non essere all’ altezza dei “giganti” che conoscevo solo per nome sin dalla trilogia del Signore degli Anelli. Ma le persone sono persone ovunque… se te la cavi a casa, te la caverai all’ estero. E tornerai sicuramente più forte di come sei partito!

CR: Noi per ora la possiamo solo immaginare, avendo visto il Signore degli Anelli… ma è davvero una terra così incontaminata e dalla natura imponente?

T:I Maori la chiamano Aotearoa, comunemente tradotto come “Terra delle lunghe nuvole bianche”. In verità ho subito notato che il cielo era diverso. Intanto essendo nell’ altro emisfero ho visto costellazioni che non avevo mai visto, mentre di giorno il cielo sembrava… come dire, più vicino e diverso. Il sole era molto forte e lo sentivo sulla pelle come mai mi era capitato prima.

Consiglio la protezione 30 obbligatoria!  Dovete sapere che la costa Ovest è battuta da 7 metri di pioggia annua in più rispetto alla costa Est. Cosa significa? Che nella stessa giornata, con un viaggio paragonabile ad Ancona-Firenze, il paesaggio cambia drasticamente. Partendo da Est, il vento spazza forte la costa, la vegetazione è più rada e strane rocce sbucano da praterie immense. Gli alberi in certe zone sono piegati a 45 gradi, intere foreste. Poi si passa al centro dove una maestosa catena montuosa offre spettacoli alpini mozzafiato (ho camminato su 2 ghiacciai millenari!). Infine ad Ovest, la vegetazione si nutre della pioggia e invade rigogliosa qualsiasi cosa. La sensazione è quella della foresta tropicale, ci si aspetta un T-Rex sbucare dal verde pronto ad inseguirti.

CR: Come si chiama la città dove vivevi?

T: Ho vissuto prevalentemente nella capitale, Wellington, bellissima!

CR: Puoi consigliare ai nostri lettori 10 cose da vedere e da fare assolutamente per chi va in viaggio in Nuova Zelanda?

T: 1: Per prima cosa consiglio di girarla completamente con un emozionante Road trip, magari affittando o comperando un mezzo, opzione facile e non troppo costosa, che permette di ammirare tutta la bellezza dell’isola.

2: Da vedere il Sud-Ovest dell’ isola Sud, Milford Sound, qui ci sono dei Fiordi splendidi. A parte la bellezza mozzafiato, si può vedere ad occhio nudo la separazione di due placche tettoniche che scorrono dividendo in due una montagna.

3: Consiglio assolutamente di visitare Wellington, una città splendida ed accogliente. Tutta pepe soprattutto in concomitanza di eventi sportivi, come il Cuba street, che è sempre una sorpresa deliziosa.

4: I Neo Zelandesi amano travestirsi. Carnevale, San Patrizio, Rugby…dategli un motivo e loro festeggiano alla grande… vi consiglio quindi, di partecipare ad uno di queste feste divertenti!!!

5: Da vedere Mata Mata, a Nord dell’isola Nord. Il set originale di Hobbiton della trilogia LOTR, interessante  anche per chi non ama il genere.

6: Nella città di Nelson, se coincide con la vostra visita, consiglio di andare al WoW, cioè l’evento World Of Wearable Arts. Un concorso di arte indossabile internazionale, dove vi è anche un museo che espone i pezzi migliori.

7: Christchurch, è la città che ha subito innumerevoli danni a causa di un forte terremoto nel febbraio del 2011. Quando l’ho visitata era in ginocchio, ma ho respirato l’energia della città in ricostruzione. Ad oggi lo spettacolo della rinascita deve essere sicuramente interessante.

8: Il ghiacciaio di Franz Josef è uno spettacolo imprendibile. Immergetevi in una camminata comoda ed estremamente poetica nel cuore della maestosità della natura.

9: Da visitare anche Queenstown, capitale indiscussa degli sport estremi sia invernali che estivi. Qui si respira tutto l’anno adrenalina pura.

10: In ultimo, ma davvero apprezzabile, non potete non godervi il mare… qui l’oceano è forte e pieno di sorprese, ma ideale per gli amanti del surf.

CR: Come saprai, a noi di CUORIRIBELLI piace spesso anche riscoprire i piatti tipici dei posti che visitiamo, cosa puoi dirci a questo proposito?

T: In realtà in Nuova Zelanda si sente l’influenza della cucina del sud est asiatico ma ovviamente tutti apprezzano un buon piatto di pasta. Un consiglio, fate la spesa e cucinate anche per gli altri!

Per carità ci sono ottimi ristoranti, basta cercare, ma devo essere onesto, ho sempre preferito ristoranti asiatici. Non so se abbiano un vero piatto tipico, i Neo zelandesi amano fare delle belle grigliate di carne all’aria aperta, di questo ne sono sicuro… Considerate poi che le stagioni sono opposte, quindi tutto fa un po’ strano… come vedere a tavola mango e gamberoni nel giorno di Natale!

CR: BIG T., raccontaci come si svolge la vita in Nuova Zelanda…

T: I ritmi sono sicuramente anglosassoni. Il rito del pranzo non ha il valore che ha in Italia. Questo riduce le pause ad una mezz’ ora, quaranta minuti con un pasto leggero. Verso le 17 la maggior parte delle attività non a contatto con i clienti chiude e si da inizio ad un altro aspetto anglosassone. La visita al Pub! Soprattutto nel week end, ma non si dice mai di no ad una buona birra in compagnia il Mercoledì dopo lavoro!

CR: C’è qualcosa che ti ha particolarmente stupito del posto?

T: Si, sicuramente l’interesse della gente per la mia terra, l’Italia… le domande erano tante e di qualsiasi natura.

CR: Parlaci delle persone del posto…

T: Come in tutti i posti su questo bel pianeta, anche la Nuova Zelanda ha le sue usanze, i suoi ritmi, la sua unicità. Consiglio sempre di informarsi quanto possibile prima di viaggiare. Sono persone cordiali e simpatiche, curiose e disponibili. C’è una grande differenza tra gli abitanti con retaggio Maori e quelle con chiare provenienze europee. I primi sono molto orgogliosi, a ragion veduta, della loro storia ed è affascinante interagire anche se non è poi così semplice. Per quanto mi riguarda mi sono trovato benissimo con entrambi…

CR: Ci sono possibilità lavorative per chi volesse trasferirsi in Nuova Zelanda? Che ne pensi?

T: Ci sono chiare direttive in merito. Da visti annuali e biennali per gli under 30 senza particolari esigenze, fino alla richiesta di cittadinanza passando per una burocrazia molto più agile della nostra. Punto fermo per gli over 30 però, è privilegiare il locale. Sono molto più inclini a rilasciare un visto lavorativo a chi sarà un valore aggiunto per la nazione e che possibilmente abbia un garante locale. Consiglio comunque di studiarsi il sito del governo che spiega tutto molto chiaramente. https://www.govt.nz/

CR: Quanto cosa la vita in Nuova Zelanda?

T: Come ovunque, dipende tutto da come li spendi! Ovviamente mangiando al ristorante tutti i giorni e senza particolari remore, è tranquillamente paragonabile all’ Italia. Se si lavora in loco, credo che ci sia un rapporto più che decente tra salario e potere di spesa. Se il lavoro è specializzato si nota subito il salto di qualità. Paese meritocratico oserei dire.

Grazie BIG T. per aver raccontato la tua esperienza in Nuova Zelanda, vogliamo intanto consigliare a chi fosse interessato di seguire anche la tua intervista dove ci parlerai nel prossimo articolo dell’ Australia in cui hai vissuto per lavoro e per chi fosse interessato ai tuoi lavori consigliamo di visitare direttamente il tuo sito www.littlebigt.com ! CONTINUATE A SEGUIRCI ALLA PROSSIMA INTERVISTA!!!!!