CUBA

Santiago di Cuba- la città simbolo della rivoluzione cubana

Cuori Ribelli2251 views

Case colorate… cartelli ai bordi delle strade che inneggiano alla rivoluzione… centinaia di persone che passeggiano per le vie del centro come se fosse sempre domenica… gli anziani del paese seduti ai tavoli del parco che giocano a domino con il sigaro in bocca… questa è Santiago di Cuba, la città rivoluzionaria per eccellenza, da qui nacquero le prime sommosse contro il potere prima spagnolo e poi americano.. ora però dello spirito di rivoluzione rimane ben poco, quello che resta è il sentimento della gente del posto che vive alla giornata, con quel poco che hanno e possono avere, molti di loro vivono con l’aiuto di un proprio caro che si è trasferito all’estero e passano le giornate in quelle vie strette e popolate.

 

domino

Santiago è la seconda città di Cuba per quanto riguarda gli abitanti (un milione, mentre l’Avana due milioni, molti si spostarono dopo la rivoluzione da Santiago alla capitale).

 

vista santiago

La città è tra le più caraibiche dell’isola, situata nella regione della Sierra Maestra, zona montuosa a sud est dell’isola, posto in cui si rifugiarono i francesi con i loro schiavi quando furono costretti a scappare da Haiti, ed è in queste terre  che iniziarono a coltivare numerose piantagioni di caffè e aprirono deliziose pasticcerie.

Viene detta anche città caliente, per la sua temperatura sempre calda essendo situata nella valle e circondata dalla catena montuosa, tutta la zona orientale di Cuba passa sulla zona vulcanica ed è per questo che spesso si sentono delle scosse di terremoto. Quando arrivarono i Russi a Cuba con i loro traffici (rifornivano l’isola di petrolio), costruirono in questa zona numerosi  palazzi dotati di misure antisismiche.

 

Caserma Moncada

Se capitate a Santiago molto interessante da visitare è la caserma Moncado che si trova vicino al centro della città, oggi proprio qui, si può visitare il Museo. L’ assalto alla caserma segnerà l’inizio di quei combattimenti che porteranno alla liberazione di Cuba dalla colonizzazione Americana.

La storia racconta che molti figli di famiglie benestanti si ritrovarono all’ Avana per studiare e studiando proprio la storia di Cuba e le opere letterarie che la caratterizzavano tra cui la storia del grande filosofo, poeta e combattente Josè Marti, a cui sono dedicati numerosi monumenti in tutta Cuba, decisero di riprodurre una delle sue battaglie con lo scopo di liberarla dal potere americano.

I ragazzi organizzarono la sommossa raggruppandosi nelle campagne, si rifornirono di armi e si fecero fare le divise uguali alle guardie. Il 26 luglio 1953 venne assaltata la caserma ( 26 perché era il giorno di nascita di Fidel Castro che cappeggiava la sommossa, luglio perché è il mese dove si festeggiava il carnevale, 1953 che era il centenario della nascita di Jose Marti ) , di ottantadue uomini ne furono uccisi sessantadue, quelli rimasti in vita vennero imprigionati dalle guardie dell’allora presidente Batista ( che era stato posto al  potere dagli americani), il quale gli venne inviato l’ordine di ucciderli, ma non lo fece, venne invece loro inviato un medico per dichiarare la loro infermità mentale.

I superstiti furono poi processati e  a difenderli fu proprio Fidel allora giovane avvocato che anch’esso aveva partecipato alla sommossa, ma venero comunque dichiarati infermi mentali e imprigionati nell’isola della Gioventù. Liberati nel 1955 decisero di andarsene in Messico come fece Josè Marti, li acquistarono una barca per poter poi sbarcare nella regione orientale dell’isola, in Messico conobbero anche Ernesto Che Guevara che era già un giovane medico e li proposero di unirsi a loro, a Santa Clara il combattimento definì l’inizio della rivoluzione.

 

Fortezza del Morro

La fortezza di Santiago di Cuba, invece, fu costruita dagli spagnoli  nella costa, nella parte alta della città, quando questi sbarcarono a Cuba. La fortezza del Morro venne edificata nel 1638 dal governatore del tempo per proteggersi dai corsari. I corsari erano ladri che rubavano con il permesso del proprio re o regina e venivano poi nominati nobili da quest’ultimi,  per ringraziarli di quanto avevano rubato per loro, i pirati invece rubavano per loro e basta senza il permesso di nessuno, per ultimo i bucanieri erano invece quelli che rubavano  carne o  bestiame.

La fortezza,  finita il 1710, fu costruita da Battista Antonelli, architetto italiano, oggi è considerata patrimonio dell’Unesco e si trova in una posizione strategica considerata anche belvedere, in realtà non è mai stata usata come fortezza perché i pirati appena costruita non passarono più di qui essendo impauriti dalla stessa perché subito bombardati.  Oggi in questa maestosa struttura si può ammirare un museo dedicato ai pirati.

Tornando agli Spagnoli, popolo di conquistatori tenaci, la storia narra che appena sbarcati nell’isola cubana,  trovarono il popolo di aborigeni, ma ben presto questi vennero estinti, così gli Spagnoli iniziarono ad importare gli schiavi dalla Nigeria, questi venivano trattati come bestie, le donne ripetutamente  violentate diedero origine ad  un miscuglio di razze…  nel diciannovesimo  secolo arrivarono anche i cinesi ed introdussero il riso, il manzo e la carne venne importato dagli spagnoli, mentre il pesce era il cibo degli schiavi disprezzato dal resto della popolazione.

Da tempo le ingiustizie degli spagnoli aveva riunito gli spiriti del popolo e le famiglie ricche di Cuba si riunivano a Camanguey con la scusa della massoneria, organizzando di nascosto la rivoluzione contro questi, fissata per il 14 ottobre del 1878. In realtà a dare il via alla rivolta fu  un proprietario terriero  di Bayamo che iniziò a combattere per la libertà degli schiavi e per l’indipendenza  il 10 ottobre, convinto che gli spagnoli già sapessero tutto sulla sommossa ed erano già pronti per fargli degli attentati .

La guerra durò dal 1878 al 1888, detta anche guerra dei dieci anni. Poi c’è stata la guerra chiquita ( piccola, corta), che durò solo 11 mesi,  perché non c’era ne un capo, ne un’organizzazione, e dopo sarà Josè Marti il più grande letterato e cervello cubano ad organizzare la rivoluzione. Josè era molto avanti rispetto ai suoi tempi e predisse anche l’arrivo degli Americani a Cuba.

A Santiago di Cuba viveva la famiglia de Matteo , composta da nove figli e tutti quanti parteciparono nella battaglia per l’indipendenza, Antonio Matteo dichiarò che non poteva esistere pace senza indipendenza, nella piazza della rivoluzione c’è un monumento dedicato a lui.

Appena vinta l’indipendenza dalla Spagna arrivarono gli Americani , la Spagna consegnerà la terra all’America. Questo periodo viene detto anche ” Periodo della pseudo repubblica”, tutti i presidenti verranno scelti dagli Americani fino al 1953, data in cui viene assaltata la caserma.

Negli anni sessanta,  invece, arrivarono i Russi che costruirono le prime fattorie in campagna,che erano in realtà delle scuole, chi studiava e contemporaneamente si lavorava i campi e  la produzione veniva consegnata con la tessera al popolo. Oggi tutte le fattorie e le scuole non esistono più perché spazzate vie dai cicloni… quello che ne è rimasto sono solo delle piccole fattorie.

 

Piazza Santiago

Bella, anzi incantevole, dai suoi colori pastello, la piazza principale di Santiago di Cuba.

 

Museo Bacardi

La famiglia Bacardi, conosciuta da tutto il mondo per la nota marca che produce il liquore Bacardi, visse a Santiago di Cuba, ,ma venne costretta ad abbandonare l’isola e le proprie proprietà al nuovo stato Cubano con l’avvento della rivoluzione del 1953.

 

Via centro

Santiago è una città da visitare, come il monumento alla rivoluzione dove sono impresse le parole forti e significative della storia cubana ” La libertà si conquista con il Machete” , ma è importante che sappiate, che dietro a tutto il fascino della città, si cela un lato ben poco rassicurante… Santiago è una città da gustarsi con cautela alla luce del giorno, perché la sera potrete incorrere in persone poco affidabili ed è quindi non molto tranquilla se vi trovate a girovagare senza una guida del posto.

 

Monumento rivoluzione

 

Lascia un commento