PERU'SUD AMERICA

RACCONTI DI UNA GUERRA INSOLITA NELLE TERRE PERUVIANE

Cuori Ribelli1754 views

La guerra si sa, non è mai utile ed è sempre una cosa stupida, che si combatta per l’oro, la religione, o per ideali politici… la guerra fa male e non serve a nulla se non a perdere la vita, l’unico dono per cui dovremmo semmai ringraziare e condividere con gli altri in pace e serenità… ma nella storia di qualsiasi paese al mondo, non si conosce una lotta della civiltà del tutto pacifica…

 

Tra le guerre inutili potremmo sicuramente menzionare quella del Perù avvenuta dal 1864 fino al 1866 tra la Spagna e le ex colonie del peruviane e cilene, sicuramente sappiamo che vincerebbe il primo premio per la stupidità.

Una guerra scatenata dal guano di uccello, cioè l’escremento della creatura, ritenuto ricco di sostanze azotate e quindi estremamente fertile per le coltivazioni, dunque consisteva per le popolazioni, attività estremamente redditizia.

 

Va infatti detto, che per quanto sia considerato sgradevole e fastidioso quando si precipiti nella testa di qualcuno, come vi potrebbe capitare se visiterete le Islas Ballestas in Perù di cui abbiamo parlato nel nostro precedente articolo, il guano è sempre stato un fattore di primaria importanza per la cultura peruviana e dunque una risorsa da proteggere contro le ingerenze straniere, come gli spagnoli che cercarono di accaparrarsene.

Nel XIX secolo il botanico tedesco Alexander Von Humboldt inviò alcuni campioni del Guano in Europa dove gli innovativi agricoltori britannici, usandolo nelle loro colture, scoprirono che aveva un efficacia fertilizzante trenta volte superiore a quello dello sterco di vacca. Nel 1850 la Gran Bretagna, durante il periodo di industrializzazione,  importava più di 200.000 tonnellate di guano all’anno per sostenere la propria produzione agricola. Gli escrementi degli uccelli peruviani, erano così diventati all’improvviso, grazie alla caratteristica di essere estremamente fertilizzante, la fetta più importante del Prodotto Interno Lordo Britannico.

Anche la Spagna se ne rese conto nel 1864 e occupò le Isole Chincha in Perù, ricchissime di guano, fingendo di farlo, non per questo motivo, bensì giustificandolo come gesto di stizza postcoloniale come risarcimento per un incidente avvenuto con il Perù a Lambayeque. Da qui, iniziò una lunga guerra navale tra Perù e Spagna che ben presto coinvolse anche il Cile, e che si concluse con la restituzione delle isole al Perù da parte della Spagna nel 1866.

Ancora oggi, gli strati di guano seccati al sole ricoprono sia le Isole Chincha, che le vicine Islas Ballestas, anche se la pesca intensiva di alici, che è principale fonte di nutrimento delle specie di uccelli presenti nelle isole, negli anni ’60 e ’70 ha determinato una preoccupante diminuzione delle scorte. Per questo motivo, appropriarsi del guano, non è legale se non strettamente regolamentato dal Ministero dell’Agricoltura peruviano.

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