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PANAMA CITY E IL CANALE – LA VIA DI COMUNICAZIONE TRA I DUE OCEANI

Cuori Ribelli1350 views

Gli imponenti grattacieli di Panama City che si alternano alle case ancora alla stato grezzo dei panamensi, il caldo afoso che si respira ripercorrendo le strade della città… siamo arrivati a Panama, ammirando i grattacieli dal finestrino del taxi che ci ha trasportato dall’aeroporto al nostro hotel, 30 Dollari e via, non esiste altra alternativa, o se c’è si sono ben curati dal non dircelo… ci aspettavamo di più, lo ammettiamo, sarà per il fascino che molti film hanno dato a questa destinazione sud americana… e invece, seppur è interessante camminare per i vicoli delle strade di Panama vecchia e vedere come la gente del posto realmente vive, l’unica grande attrazione del luogo rimane il conosciuto canale di Panama, da tempo l’unica via di collegamento fra i due mondi, il transito illustre tra continenti…

 

Giugno 2016 per Panama sarà una data che rimarrà nella storia del paese, nell’anno appena concluso, infatti, sono terminati i lavori di ampliamento del Canale di Panama, iniziati ben nove anni prima, nel 2007, che hanno avuto lo scopo di raddoppiare la capacità della via interoceanica, fino a soddisfare la crescente domanda del commercio marittimo mondiale.

Questo progetto è stato per anni vanto del popolo panamense, popolo che ha investito e sta investendo nel turismo e nel commercio, offrendo enormi vantaggi ai nuovi imprenditori, per lo più stranieri che decidono di puntare sulla città.

 

Il punto migliore dove poter vedere il Canale è sicuramente il passaggio di transito delle grandi navi cargo di Miraflores, in cui si arriva dal centro città prendendo un taxi… esistono anche dei bus che conducono qui, dalla stazione principale di Albrook, ma anche questa è una cosa ci è stata taciuta dai panamensi, l’abbiamo scoperto solo dopo essere saliti sul taxi di turno.

L’ingresso al canale costa $15 e comprende la vista del canale dall’alto, il museo e la visione di un video esplicativo sul funzionamento dell’intera struttura.

Era il 15 agosto 1914, quando per la prima volta il piroscafo Ancòn inaugurò ufficialmente il canale,  prodotto dell’ingegno e del coraggio umano che risale agli inizi del XVI secolo, sin d’allora infatti, nacque l’idea di costruire una rotta che collegasse gli oceani Atlantico e Pacifico. Il primo tentativo reale di costruire una rotta acquatica attraverso Panama fu fatto dai francesi nel 1880, ma uno scandalo avvolse l’impresa e l’iniziativa fu cestinata.

Quando Panama consolidò la sua indipendenza nel 1903 stipulò un accordo con gli Stati Uniti per la costruzione del Canale, opera conclusa dagli americani il 15 agosto 1914 e che fu amministrata dallo stesso stato fino al 1999. Da mezzogiorno del 31 dicembre 1999, Panama assunse la piena operatività, amministrazione e manutenzione del canale, in adempimento dei trattati Torrijos-Carter con gli Stati Uniti nel 1977. Oggi la rotta marittima che ha la capacità di far accorciare le distanze a milioni di barche e cargo che continuamente transitano qua, permettendo di risparmiare soldi e tempo, è amministrata dal governo panamense.

I lavori di ampliamento del canale iniziarono invece nel 2007, e, come vi abbiamo già raccontato precedentemente sono terminati nel 2016, il tutto per soddisfare la crescente domanda del commercio mondiale. Si dice che l’ampliamento abbia dei benefici sull’impatto ambientale, poiché transitando nella rotta navi di maggiori dimensioni, verranno ridotte le rotte alternative più lunghe e dunque l’emissioni globali di CO2. Numerosi sono stati anche gli studi sull’impatto ambientale, cercando di preservare la vita terrestre e la conservazione del patrimonio archeologico e geologico.

Durante la costruzione del Canale, quello che è certo, è che siano stati rimossi più di 152,9 milioni di metri cubici di terra. Se il materiale originale scavato infatti, si mettesse su un treno di piattaforme, farebbe sicuramente il giro del mondo per quattro volte.

 

Oggi nel canale di Panama transitano annualmente oltre 14.000 navi e vi lavorano oltre 10.000 persone. La via interoceanica opera mediante un sistema di tre gruppi di chiuse, ciascuna a doppio senso, che funzionano come ascensori d’acqua che elevano le navi al livello del Lago Gatun, a 26 metri sul livello del mare, per permettere l’attraversamento nella Cordigliera Centrale e successivamente le fanno scendere al livello del mare sull’altro lato dell’Istmo.

 


Ed è per questo che la nave al passaggio nel canale, si vede continuamente alzarsi e abbassarsi, per noi è stato uno spettacolo interessante poter ammirare l’opera al lavoro…

 

Dunque, per essere chiari, se vi trovate a Panama City, oltre a farvi un giretto per la città vecchia, la cosa assolutamente interessante da vedere è il Canale di Panama, uno o due giorni di passaggio per la città bastano assolutamente… vi consigliamo invece di spingervi a nord o a sud, nelle coste… il nostro viaggio è proseguito nella bellissima spiaggia di Playa Blanca… una striscia interminabile di sabbia che si alterna a tratti bianca e a tratti grigiastra, dove la sabbia luccica e sembra di camminare su pezzi di Swarovski.

 

Questo tratto di costa vanta un clima unico, il sole risplende molto più spesso rispetto a tutte le città nel resto di Panama, il mare e la natura creano un quadro incredibile, che diventa ancor più affascinante nell’ora del tramonto.

 

 

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