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OFFAGNA – IL BORGO E LA ROCCA

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Il dorato colore delle pietre delle case di Offagna, si armonizza con le tinte azzurre dei cieli e quelle verdi giallastre delle campagne, il tutto, disegnando paesaggi di sospensioni improvvise, dove sembra balenare quasi una rivelazione.

 

A Offagna, l’imponente rocca che scruta il mare, domina un quieto borgo adagiato sui morbidi rilievi dell’entroterra di Ancona, a pochi kilometri dalla costa del Conero, che conta al suo interno poco più di 200 abitanti. Rimasti ad ammirare e a vivere in questa bella campagna, gli abitanti volgono lo sguardo sulla dolcezza delle vigne e sul verde, dove delitto, sarebbe costruire moderne lottizzazioni.

 

Il borgo verrà nominato per la prima volta nel 978, in una concessione fondiaria dell’arcivescovo ravennate Onesto e poco più tardi verrà annessa ad Osimo, solo nel 1400 il Papa cederà Offagna al comune di Ancona.

 

Ci vuole poco per percorrere il borgo, ma vale la pena soffermarsi sui particolari, osservare con calma e ammirare quell’arte antica, per confrontarla con quella attuale. Per esempio spicca nella strada principale di Offagna la finestra ottocentesca appartenente al vecchio monte di Pietà, che sparito ha però lasciato un segno della passata bellezza.

 

Nel 1765, l’architetto Andrea Vici lascerà la Reggia di Caserta e verrà chiamato dal fratello, allora parroco del borgo, a ricostruire la sacrestia della Chiesa di Santa Lucia…  iniziò così una serie di interventi  su Offagna che modificarono l’aspetto medievale del borgo arricchendolo con architetture di pregio.  La Chiesa di Santa Lucia si raggiunge dalla piazza del comune ed è bella da vedere anche al suo interno dove sono esposti due dipinti seicenteschi.

Andrea Vici progetterà anche la Chiesa del SS. Sacramento, datata 1787, gioiello dello stile neoclassico, apprezzabile per la sua purezza formale e per la sorprendente collocazione all’incrocio tra due strade.  L’architetto ha anche costruito il monastero di Santa Zita, struttura fortificata, ma modesta che domina la valle.

L’imponente rocca invece è un ragguardevole esempio di architettura militare a cavallo tra Medioevo e Rinascimento, a forma di quadrato, ed è alta cinque piani. Da qui, il torrione, che chiudeva la cinta muraria è ancora ben visibile.

Notevoli anche villa Montegallo, posta sul colle con vista mare, poco fuori dal centro storico, residenza aristocratica per gli ozi di campagna con annesso casino di caccia e villa Malacari che attualmente è stata destinata ad azienda vinicola.

Come quasi ogni borgo che si rispetti a luglio si svolge una tipica festa medievale dove l’atmosfera avvolge tutte le stradine del borgo e personaggi in costume di dame, cavalieri, giocolieri e tanti altri si sfidano in armi e si contendono la crescia, una sorta di piadina cotta alla brace che è anche prodotto tipico de borgo.

 

 

 

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