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MONTELUPONE – IL BORGO COLOR NOCCIOLA

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Montelupone è il borgo ideale, che riesce a coniugare contemporaneamente presente e futuro… nella zona esterna danno sostanza alla bellezza, realtà industriali importanti portando il borgo ai vertici della bellezza. Gli itinerari fiabeschi si uniscono alla salubrità dell’aria, alle campagne verdi, tutelate dall’anima ecologica dei paesani.

 

A Montelupone regna il quieto vivere di un paese in realtà attivissimo, con bel 23 associazioni di volontariato e una tradizione artigianale di tutto rispetto. Il borgo ripete oggi nell’economia quel che ha fatto in passato nel campo dell’arte, aprendo cantieri e costruendo chiese e palazzi con artisti importanti, chiamati dagli ordini religiosi o dai patrizi locali che volevano in qualche modo emulare le città dello stato Pontificio. Il passato riaffiora dalle antiche mura e il presente cerca la sua strada nella rivalutazione dell’artigianato artistico e dei prodotti del territorio. Ancora oggi nel borgo tornano a stabilirsi pittori, giovani artisti e scultori.

 

La comunità di Montelupone è ancora oggi aperta e dinamica e il borgo vive in una sorta di equilibrio dove si conciliano le esperienze passate a quelle future.  Nel borgo vivono ancora circa 800 abitanti e si trova a soli 12 kilometri da Loreto e il suo celebre Santuario, città sempre interessante da visitare , come Recanati, paese natale di Giacomo Leopardi che si trova nei dintorni.

Secondo la leggenda, il borgo nasce sotto il segno di Ercole Libico. Molto probabilmente il nome deriva dalla potente famiglia longobarda dei Luponi.

Tra gli azzurri del Conero e i verdi dei Monti Sibillini, spunta il borgo dal color nocciola, uno dei piccoli centri delle Marche che meglio ha conservato le testimonianze della sua ricca storia: lo si nota subito dalle lunghe mura castellane con le quattro porte d’ingresso e l’originaria pavimentazione in pietra ben conservata del borgo.

 

Sulla piazza principale si affaccia il Palazzetto del Podestà, edificio trecentesco a forma rettangolare di influenza longobarda. Spicca anche la Torre Civica, dalle sue merlature ghibelline e che contiene anche lo stemma più antico della città, l’orologio e la grande campana di bronzo. Anche il Palazzo comunale si affaccia sulla piazza con il suo ammirevole loggiato neoclassico, di cui al suo interno è rinchiuso il Teatro Storico di Nicola Degli Angeli.

 

Palazzo Emiliani è da vedere in particolare per il fregio del pittore Biagio Biagietti raffigurante le Quattro Stagioni, rappresentate attraverso il ciclo del grano, dalla semina alla finale produzione del pane.  Tra gli edifici di culto più significativi, invece, è sicuramente la Chiesa di San Francesco, costruita nella seconda metà del Duecento e poi rimaneggiata in stile barocco. Un tempo ospitava la meravigliosa Madonna Del Latte che oggi invece si trova nella chiesa Collegiata.

 

Le distese di campi di carciofi annunciano il prodotto del borgo, il carciofo di Montelupone, protetto come prodotto tipico e per il quale si è richiesto da parte del comune il riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta dell’Unione Europea. In onore di questo prodotto, la seconda domenica di Maggio viene organizzata la sagra del Carciofo che risale al 1441 con sfilate di carri allegorici, mostre, visite guidate del luogo e itinerari del gusto con stand gastronomici.

Altro prodotto sicuramente da acquistare se vi trovate da queste parti è il miele dei colli di Montelupone, come il vino cotto e l’olio extravergine d’oliva. Per quanto riguarda souvenir che non rientrino nel cibo, sicuramente tipiche sono le creazioni artigianali in argento, ferro battuto e legno che vendono nei negozi all’interno dell’affascinante borgo di Montelupone.

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