MONTEFABBRI- IL TEMPO SOSPESO DEL BORGO

MONTEFABBRI- IL TEMPO SOSPESO DEL BORGO

4 Ottobre 2016 0 Di Cuori Ribelli

A Montefabbri il tempo sembra essersi fermato al 1400… piccolo borgo immerso nel verde delle campagne, scenario di casette in pietra una vicina all’altra, l’arco d’ingresso non permette l’entrata agli automezzi più grandi di un auto… silenzio rotto solo da canto degli uccellini che vivono beati in questa oasi naturale.

Cartello Montefabbri

Sono giornate tranquille, quelle trascorse dagli abitanti di questo piccolo borgo, giornate passate nell’unico bar di paese… camminando per il paesino capita di incontrare sempre gli stessi volti due volte o di vedere gli sguardi incuriositi dei paesani.

Arco Montefabbri

Montefabbri è frazione del comune di Colbordolo e conta poco più di 70 abitanti. Piccolo mondo antico che potrebbe fare da sfondo ad un quadro rinascimentale, un borgo che lascia di stucco, semplice, intimo, raccolto… dove il tempo trascorre lento e lascia spazio alla meditazione.

Centro Montefabbri

Le sorti del paese furono contese a lungo tra i signori di Urbino e di Rimini, i Montefeltro e i Malatesta, fino al XV secolo quando il castello di Montefabbri entrerà nell’orbita del ducato di Urbino, al quale fornisce soldati e capitani di ventura.

Chiesa Montefabbri

Nel 1578, il duca di Urbino nominerà conte del feudo di Montefabbri l’architetto civile e militare Francesco Paciotti che manterrà il ducato fino al 1744, quando il borgo passerà nelle mani dello Stato Pontificio.

Casa Montefabbri

Montefabbri è il luogo natale del Beato Sante Brancorsini, il personaggio frequentò le scuole di Urbino ma poi scelse la carriera militare. All’età di vent’anni per difendersi dall’assalto di un parente lo uccise involontariamente, il fatto lo sconvolse così tanto da decidere di ritirarsi nel convento di Mombaroccio dei Frati minori, dove trascorse una vita di penitenza.

Per accentuare la sua espiazione chiese a Dio di soffrire i dolori patiti dal suo parente nello stesso punto in cui lo aveva colpito, fu per questo che nella sua gamba destra si aprì una piaga dalla quale non guarì più e morì in santità. Clemente IV lo dichiarerà Beato.

Panorama Montefabbri

Fermatevi in questo piccolo borgo, non limitatevi ad osservarlo da lontano… e attraversando l’arco d’ingresso percorrete a piedi le cinta murarie del XII secolo, sopra l’arco fa bella mostra la Madonna Lattante, costruita in pietra arenaria del XV secolo. Ma la vera sorpresa è la Pieve di San Gaudenzio, sorta probabilmente tra il VII e il VIII secolo e dedicata al primo vescovo di Rimini martirizzato nel 360 circa.

All’interno della Pieve sono conservate numerose opere decorative realizzate con la tecnica povera della scagliola, paliotti, pannelli e lapidi risalenti alla fine del XVII secolo. Nella parete di fondo sono conservate due lapidi: una ricorda la consacrazione dell’edificio nel 1613, l’altra datata al 1670 quando avvenne la sua trasformazione da piccola e antica struttura in questa più grande adornata da numerosi marmi sotto il conte Guidubaldo Paciotti.

Interessanti la torre e le antiche mura del castello che conservano i segni delle vicende di epoca medievale e rinascimentale.

In questo luogo, dove la parola frenesia è fuori luogo e il tempo sembra averlo mutato ben poco, deve i suoi natali Giovanni Sanzio, padre del famoso pittore e architetto Raffaello Sanzio.

Potrete trascorrere il tempo passeggiando in collina, dopo aver ammirato il caratteristico borgo… e poi gustarvi la tipica crescia, una sorta di panettone salato a base di formaggio pecorino, accompagnandola ai salumi locali, uova sode e vino del contadino.