CampaniaITALIA

LA CERTOSA DI PADULA – LA DIMORA DEI FRATI CERTOSINI PATRIMONIO DELL’ UMANITA’

Cuori Ribelli2281 views

Patrimonio dell’Umanità e del Cilento, ed uno dei più antichi monasteri d’Europa, la Certosa di Padula è stato un imponente luogo di preghiera, di lavoro e di vita dell’ordine dei frati certosini. Si presenta maestosa, impreziosita dagli affreschi interni, gli intarsi dei legni e dai pavimenti antichi, ad effetto tridimensionale che abbelliscono le stanze interne.

 

La Certosa venne costruita per risanare vincoli diplomatici, ma anche per finalità pratiche. Il territorio di Padula, infatti, necessitava di una vasta opera di bonifica delle paludi creatasi in seguito alle piene del fiume Tanagro.  La Certosa si divide in due parti, quella bassa, destinata ai contatti sociali, all’attività agricola, amministrativa e artigianale e quella alta, dove invece i padri certosini vivevano in clausura e preghiera.

 

Oggi ospita il Museo Archeologico della Lucania Occidentale, gestito dalla provincia di Salerno ed oltre a quest’ultimo vi è anche un museo di arte contemporanea.

Si entra dalla corte esterna e si viene subito rapiti dalla struttura che sembra inghiottirti, l’acciottolato della piazza e la facciata principale si presentano senza alcuno ritegno, sfacciatamente ammaliando i visitatori al primo incontro… un tempo ai lati dell’ingresso principale sorgevano la maggior parte delle attività produttive svolte dalla comunità religiosa, come i granai, le bufalare, le stalle e i locali per la preparazione del latte.

 

Il suo interno invece è ricco di affreschi, basta volgere lo sguardo nei soffitti delle stanze per ammirare i capolavori e le opere religiose…al piano superiore la foresteria, luogo in cui venivano ospitati i pochi eletti ammessi nel convento.  La Chiesa di S. Lorenzo è suddivisa in due parti che separavano i monaci conversi, dai padri di clausura, bellissimo il coro dei conversi esaltato dalle decorazioni e dai disegni scavati nel legno. Salta all’occhio il pavimento in cotto e maiolica e il decorato altare maggiore del XVIII secolo in scaiola impreziosita in madreperle e pietre dure.

 

Ci vuole tempo per girarla tutta e tempo ci vuole per apprezzarne i colori, le decorazioni, opere d’arte di un tempo antico e  patrimonio culturale inestimabile.

 

Visitate le cucine, che sembrano disposte per una comunità di giganti, dai grossi fornelli e dalla cappa ancora annerita che sembra risucchiare l’intera stanza. Le pareti della cucina sono decorate da mattonelle gialle e verdi che si dice servano per attrarre gli insetti e allontanarli invece da dove avveniva la cottura del cibo.

Negli interrati le grandi botti fanno da padrone e lo strumento enorme in legno per pigiare l’uva che non sembra nemmeno possa essere stato veramente usato, tanto spropositato, quanto surreale.

 

All’interno della Certosa anche la stanza del Capitolo, decorata con stucchi settecenteschi, in cui campeggia l’imponente altare in pietra di Padula. Nella stanza avvenivano le maggiori decisioni del’ordine religioso dei certosini, si discutevano i problemi e le pene da infliggere ai trasgressori, da qui essendo luogo assai importante per la comunità,nacque il detto “Non hai voce in capitolo”.

In una corte interna, risiedeva in maniera anonima anche il cimitero dell’ordine religioso, qui i morti venivano sepolti senza bara e nella stanza che si affacciava sul cimitero, si svolgevano le feste per il defunto, in quanto era consuetudine festeggiare per la morte del religioso che passava a miglior vita.

La Certosa è enorme e per girarla tutta ci vuole veramente tanto tempo, al suo interno vi è anche un chiostro dei procuratori, la cella del Priore e una biblioteca.

Se vi trovate nel Cilento non perdetevi questo spettacolare monastero, opera affascinante, ricca di storia, di arte e di interessanti informazioni che vi trasporteranno nel mondo religioso dell’ordine dei certosini.

Per maggiori informazioni potrete rivolgervi all’ Associazione turistica CILENTOMANIA che promuove e valorizza tutto il territorio del Cilento e del Vallo di Daino da oltre un decennio, con progetti culturali e formativi nel settore del Turismo, al fine di valorizzare al meglio e far conoscere questo bellissimo territorio italiano!

 

Lascia un commento