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PARIGI E JIM MORRISON – Girando per Père Lachaise

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“Sono nato piangendo mentre tutti ridevano, ora morirò ridendo mentre tutti piangeranno” così diceva il celebre cantante Jim Morrison dei Doors… chissà se veramente, quella maledetta mattina del 3 luglio del 1971, a soli 27 anni, nell’appartamento in affitto di Parigi al numero 17 della rue Beautreillis, Jim Douglas Morrison morì ridendo, o se forse ora dall’alto starà ridendo mentre noi stiamo battendo lentamente le lettere del suo nome in questa tastiera del computer…

Una cosa è certa, lui è diventato veramente immortale, le sue canzoni, la sua anima è stata tramandata del tempo a generazioni intere, le sue frasi celebri si leggono ancora nei diari e nelle borse dei quindicenni che ne fanno una ragione di vita…

Cimitero Père Lachaise

Una vera folla di gente, sciama tutt’ora verso la tomba di Jim Morrison, al settore 6 del cimitero di Père – Lachaise a Parigi… in passato la tomba era ricoperta di scritte e sempre avvolta nel fumo degli spinelli che i fan del cantante venivano a fumare, oggi è stata ripulita e sostituita la statua di marmo, ed è continuamente sorvegliata da un poliziotto. Tutto ciò, però, non è finora riuscito ad impedire ai fan di lasciare fiori, candele e mozziconi di sigarette sulla tomba del cantante, né di scrivere frasi d’amore o inneggianti alle droghe sulle tombe e gli alberi lì nei pressi.

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In realtà la situazione è degenerata a tal punto, che, qualche anno fa, i parenti di alcuni defunti sepolti nelle vicinanze firmarono una petizione per richiedere di riesumare la salma di Jim Morrison e rispedirla nel suo paese. La tomba, però, diversamente da molte altre, è in concessione perpetua e qui rimarrà per sempre.

Il cimitero di Père – Lachaise è dimora di illustri personaggi francesi e stranieri, uno dei cimiteri più famosi al mondo e visitato per questo ogni anno da circa due milioni di persone. La fermata della metropolitana che vi porterà qua, ha lo stesso nome della struttura ed è aperto tutti i giorni fino alle cinque e mezza del pomeriggio dalla mattina. Situato su una collina dalla quale si gode un panorama magnifico, è anche uno dei cimiteri più grandi al mondo, esteso su circa 47 ettari di terreno.

Cimitero Parigi

Una sorta di “città dei morti”, con strutture a griglia, cartelli stradali in ghisa e vie selciate ben segnalate… il suo aspetto un po’ lugubre,  dove si alternano pendii a terrazza e vecchi alberi maestosi che allungano i loro rami sulle tombe coperte di muschio, quasi a volerle proteggere dal mondo esterno, oltre ad essere caratteristico, lo rendono uno dei cimiteri più ricchi d’atmosfera al mondo.

Il cimitero di Perè – Lachaise fu aperto nel 1804 e fin da subito si rivelò una riuscitissima operazione economica. L’urbanista che acquistò il terreno, sin da subito, persuase le autorità cittadine a traslare nel suo cimitero le salme di Molière, La fontaine, Abelardo ed Eloisa. Fu proprio da quel momento che essere sepolti in questo cimitero diventò segno di prestigio, ma la vera consacrazione avvenne quando Balzac vi ambientò l’ultima scena del romanzo “Papà Goriot”, scritto nel 1835. Proprio per questo ancora oggi, le tariffe per soggiornare in queste dimore eterne sono proibitive.

Tomba Balzac

Decorata da una musa che piange la sua dipartita, la tomba di Chopin è meta sopratutto di turisti polacchi che lasciano corone e mazzi di fiori bianchi e rossi, i colori della loro bandiera.

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Anche la tomba di Oscar Wilde, si trova qui al settore 89, ricoperta di scritte, impronte e di baci lasciati col rossetto dai suoi ammiratori più devoti.

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Tra le tombe dei personaggi più illustri del mondo dell’arte ci sono anche quelle di Corot e di Balzac nel settore 48, entrambe ornate da due splendidi busti, come quella del poeta Alfred de Musset, situata sotto un salice piangente, vicino a quella di Rossini, le cui spoglie invece, sono però state traslate in Italia. Qui vi è solo una tomba omaggio all’artista Rossini, come per la famosa Maria Callas, in quanto venne cremata e le sue ceneri sparse nel mar Egeo.

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Capita anche che alcuni defunti, seppur celebri, abbiamo sepolcri del tutto insignificanti, uno di questi è per esempio quello di Marcel Proust che riposa nella convenzionale tomba di famiglia, decorata in marmo nero, nel settore 85 del cimitero di Père – Lachaise.

Sono i monumenti innalzati alla memoria delle morti collettive e violente che hanno il potere di trasformare la visita al cimitero di Père – Lachaise, in un’esperienza triste e malinconica. Nel settore 97, chiamato angolo dei martiri, si trovano memoriali in ricordo delle vittime dei campi di concentramento nazisti ( se vi interessa questo argomento leggete anche l’articolo su Auschwitz)  e dei combattenti della Resistenza giustiziati e di chi non rientrò mai nel novero dei morti di quel genocidio che fu l’ultima guerra mondiale.

Da ultimo, a ricordo di uno degli episodi più sanguinosi della storia francese, si innalza il Mur des Fédérés, nel settore 76, il muro contro cui furono allineati e fucilati gli ultimi combattenti della Comune di Parigi, gli ultimi giorni di battaglia del 1871. Il muro è ora pellegrinaggio di cittadini con forti ideali di sinistra. L’uomo che diede l’ordine dell’esecuzione, Adolphe Thiers, è anch’egli sepolto in questo cimitero al settore 55.

 

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