CORINALDO- Borgo storico alle porte delle Marche

CORINALDO- Borgo storico alle porte delle Marche

2 Ottobre 2016 0 Di Cuori Ribelli

Il sibilo del vento che accarezza le mura, i baluardi e le torri di difesa costruite in mattoni antichi nella splendida Corinaldo… i viottoli stretti in salita che rievocano ricordi di vite passate e il suono delle campane della chiesa del paese che improvvisamente rompono l’aura di silenzio che ci avvolge…

vie Corinaldo

Corinaldo nasce e vive nella sua ideologia, ideologia che concentra in sé storia di assedi tra fazioni di guelfi e ghibellini e fama di mura inviolate… racconta la vita che torna a un punto morto ad ogni ritornar di stagione nelle campagne che la circondano e nella dura realtà contadina del passato, racconta la vita che resiste alla morte dietro alle mura imponenti.

Chiesa Corinaldo

Città d’arte, dagli edifici neoclassici e chiese barocche, ma al tempo stesso città di fede… qui si respira l’antico sapore di un tempo.

Edifici Corinaldo

Corinaldo si trova nei pressi della distrutta città romana di Suasa, incendiata dai barbari nell’anno 409 e si dice che il suo nome significhi “corri verso l’alto”, frase pronunciata dai sopravvissuti alla violenza dell’assedio di Suasa che per difendersi e salvarsi alle barbarie ricostruirono la città in posizione collinare.

Mura Corinaldo

Negli anni che vanno dal 1300 al 1360, la città fu contesa dalle fazioni guelfe e ghibelline in lotta per il potere, ma passata al dominio ghibellino dopo lunghi combattimenti verrà distrutta dall’esercito pontificio guidato da Galeotto Malatesta.

Corinaldo di notte

Corinaldo verrà ricostruita ex novo nell’anno 1367 e ai Malatesta succederanno poi gli Sforza e di seguito i Della Rovere. Grazie alle nuove mura fortificate, il comune respingerà numerosi assedi, come quello del famoso capitano di ventura Braccio da Monotone nel 1416 o quello del 1517 dello spodestato duca di Urbino Francesco Maria che sarà costretto a ritirarsi dopo solo 23 giorni di assedio.

Chiesa 2 Corinaldo

Dal 1640, con il termine dei lavori della chiesa del Suffragio, inizieranno i secoli d’oro per la splendida Corinaldo che grazie all’aiuto dello Stato Pontificio si arricchisce di nuove ed eleganti dimore e di importanti luoghi religiosi. Nel 1860 con la nascita del Regno d’Italia, il comune verrà annesso alle Marche.

Strade di Corinaldo

Corinaldo è costruita a cerchi concentrici dove l’anello delle mura grandi costruite nel 1480 racchiude quelle del 1367 e a sua volta ha al centro l’anello del Pozzo della Polenta.

Strada Corinaldo

Il centro della città è nella Piaggia, una scalinata di cento scalini verso cui convergono le case in mattoni rossi disposte a spina di pesce. Il maggiore sviluppo artistico di Corinaldo avverrà sopratutto nei secoli XVII e XVIII per la presenza di personaggi di spicco che risiederanno qui come il pittore Gaetano Antonio Callido.

Edifici di notevole interesse sono il Palazzo Comunale, l’ex convento degli agostiniani, il teatro del Trecento, la Chiesa del Suffragio e quella dell’Addolorata e poi ancora il santuario di S.Maria Goretti.

A tal proposito Santa Maria Goretti rappresenta un personaggio di notevole importanza per Corinaldo, simbolo della mansuetudine cristiana, del sacrificio spinto fino al martirio… la giovane contadinella era devota alla Madonna e andava a pregare costantemente nel grazioso santuario dell’Incancellata. Sarà la miseria delle campagne di fine ‘800 a spingere la famiglia al trasferimento nei miasmi malarici delle paludi Pontine, dove masse di disperati spinti dalla fame credevano di trovare la terra promessa.

Un sogno sorretto solo dalla fede e distrutto per sempre il 6 luglio 1902, quando la dodicenne Maria Goretti venne uccisa nel tentativo di difendersi da un giovane che cercò di abusare di lei.  L’assassino, anch’egli disgraziato di quelle terre malariche, venne perdonato dalla giovane morente, che nel 1947 verrà beatificata da S.Pietro e poi santificata nel 1947 da Papa Pio XII.

Interessanti da vedere il complesso murario e le torri che spiccano per la loro altezza, come la torre dello Sperone e dello Scortitatore, quella del Mangano e del Calcinaro che prendono il nome dalla professione di chi vi ci lavorava. La parte più interessante della cinta muraria è la porta di S.Giovanni  perché conserva inalterati molti degli elementi di difesa.

Corinaldo 2

Una curiosità su Corinaldo: la città viene chiamata anche il paese dei matti, per le sue storie piene di stramberie come la storia della polenta fatta nel pozzo durante l’assedio del 1517. Ma la storia più strana che viene tramandata per generazioni è sicuramente quella del calzolaio Gaetano che aveva un figlio emigrato in America. Il figlio mandava mensilmente dei soldi al padre perché riuscisse a costruire la propria casa in paese, ma il calzolaio dilapidava tutti i soldi in osteria, così il figlio insospettendosi aveva scritto al padre di inviargli una foto con la casa. Gaetano non si perse d’animo ed escogitò di farsi costruire la facciata della casa con tanto di numero civico e si fece fotografare dalla finestra. Ancora oggi si può vedere la facciata della casa in centro, senza ne tetti ne solai.

Verdicchio di Jesi

Se capitate da queste parti, in questo borgo pieno di storia e di stranezze, non dimenticatevi di assaggiare i vincisgrassi, uno dei piatti tipici del posto, una sorta di lasagne al forno o l’oca arrosto, magari accompagnata da un ottimo bicchiere del verdicchio di Jesi, dal sapore delicato e asciutto.

Corinaldo è anche conosciuto per la festa di Halloween, per l’occasione la festa coinvolge tutto il borgo e non solo, numerosi infatti sono i personaggi conosciuti che partecipano all’evento “da paura”.