CAMBOGIA

ANGKOR WAT- L’OLIMPO DEGLI INDUISTI

Cuori Ribelli2188 views

Trovarsi per la prima volta davanti all’Angkor Wat in Cambogia è un emozione straordinaria e paragonabile a quella suscitata da pochi altri luoghi al mondo… la città dei templi è la massima espressione del genio Khmer, per Khmer si intende colui che appartiene ad una delle prime etnie abitanti della Cambogia…

E’ lo stupore la prima sensazione che proviamo davanti alle porte del sito e il brivido lungo la schiena del primo impatto, ma subito dopo è la maestosità delle costruzioni a rapirci lo sguardo e i ricordi della passeggiata di sassi che abbiamo visto nel film di Indiana Jones o di Tomb Raider…

L’Angkor Wat è davvero un paradiso in terra, la perfetta fusione fra ambizione creativa e devozione religiosa, il cuore e l’anima della Cambogia, il simbolo nazionale e la fonte d’orgoglio della civiltà Khmer… forse è per questo che è un posto davvero unico al mondo…

Svettante verso il cielo e circondato da un fossato che fa impallidire quelli dei castelli europei, l’Angkor Wat è uno dei monumenti più spettacolari e ispirati che la mente umana abbia concepito, lo scopo dei Re- Divinità era quella di superare le strutture costruite dai loro antenati, obbiettivo ben raggiunto, alla massima potenza, scala e simmetria lo rendono il più grande edificio costruito al mondo.

Caratteristica significativa del luogo è il suo orientamento verso ovest, simbolicamente infatti, l’occidente rappresenta la morte, è per questo che molti studiosi ritennero che la struttura fosse un mausoleo, cosa confermata dall’idea che i bassorilievi furono concepiti per essere visti in senso antiorario, consuetudine che si trovava negli antichi riti funebri Indu.

Il periodo angkoriano attraversa più di sei secoli, dall’ 802 al 1432, durante la quale furono costruiti i templi e l’impero Khmer divenne uno delle potenze più grandi del Sud-est asiatico. In questa lunga Era si susseguirono periodi di declino e rinascita, e sorsero conflitti con le potenze rivali del Vietnam, della Thailandia e della Birmania.

Le centinaia di templi tutt’ora esistenti non sono altro che lo scheletro sacro del vasto centro politico, religioso e sociale dell’antico impero di questa civiltà d’oriente, una metropoli che nel momento di massimo splendore, quando Londra era una cittadina di massimo 50.000 abitanti, vantava già una popolazione di circa un milione di abitanti, questo conferma la sua potenza.

Le case dove abitavano gli abitanti della civiltà Khmer erano costruite tutte in legno perché si pensava che solo gli Dei potessero dimorare in abitazioni di mattoni.

I Re- Divinità del tempo furono costruttori infaticabili, ogni sovrano infatti era tenuto ad edificare un tempio in onore alla propria divinità e inoltre era tenuto a celebrare con edifici i propri cari. Proprio per questo motivo, i templi di Angkor presentano elaborate sculture raffiguranti miti e leggende, simboli, segni e racconti di divinità Indu.

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L’Angkor Wat è circondato da un fossato largo 190 metri che forma un gigantesco rettangolo, i blocchi di arenaria utilizzati per costruire il sito furono prelevati da una cava distante 50 kilometri e contando che al tempo non esistevano i mezzi necessari per il trasporto si pensa che venne utilizzato un impiego ingente di manodopera, un po come le maestose piramidi in Egitto.

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L’arenaria di cui è fatta gran parte di questi edifici è una pietra che tende a sgretolarsi al contatto con l’umidità è per questo che trovandosi il sito per molti secoli in balia della jungla è stato soggetto per anni ai danni provocati dal tempo.

Per visitarlo completamente ci vogliono almeno cinque giorni e gli itinerari consigliati sono due: il piccolo circuito di 17 kilometri o quello grande più completo di circa 26 kilometri, ma se volete potete visitarlo anche da soli e senza guida potete pagare un biglietto giornaliero all’ingresso di circa 20/25 Euro.

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Se ritenete sia meglio per voi, potete pagare una visita con pacchetti turistici dalle agenzie di Siem Reap, nel nostro caso abbiamo fatto il giro del sito accompagnati da una guida locale che ci ha accompagnati all’ingresso con il suo Tuk Tuk (motociclette dotate di un piccolo rimorchio con tettuccio).

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Vi consigliamo di usare un abbigliamento non troppo succinto, magari dei pantaloni che coprano il ginocchio e le spalle coperte, in quanto vi troverete in un luogo di culto che la cultura locale considera sacro.

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Visitare L’Angkor Wat sarà per voi un emozione unica, senza tempo, e vi rimarrà impresso il ricordo di questa fantastica esperienza…  sopratutto se terminerete il vostro percorso vedendo il tramonto del sole dal più sacro e grandioso edificio al mondo.

 

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